Recensione Io so e ho le prove, di Vincenzo Imperatore

Un bel film, diretto e interpretato da Antonio Albanese, dal titolo “Cento domeniche”, racconta la storia di Antonio Riva, un operaio specializzato che, alla riscossione dei risparmi investiti nei titoli precedentemente consigliati dalla sua banca, scopre che ciò che gli è rimasto è solo carta straccia.

Il film è ispirato ad alcuni eclatanti crac bancari realmente accaduti negli ultimi anni, che hanno polverizzato i frutti dei sacrifici di migliaia di piccoli risparmiatori.

Tra i casi più gravi si ricordano i dissesti finanziari della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che hanno coinvolto più di duecentomila risparmiatori e bruciato investimenti per decine di migliaia di euro mai risarciti.

Come il film di Antonio Albanese, il saggio “Io so e ho le prove” di Vincenzo Imperatore, edito da Chiarelettere, apre uno squarcio di luce in un settore dominato da regole perlopiù ignote all’uomo comune e per questo ancora più insidiose in quanto basate su un’ intrinseca asimmetria informativa.

L’autore descrive il sistema bancario con l’occhio esperto di chi l’ha visto per anni dall’interno come ex manager ed ha contribuito, per sua stessa ammissione, ad alimentare il sistema da cui poi è fuoriuscito.

“Io so e ho le prove” è una denuncia circostanziata delle distorsioni del sistema bancario e rappresenta, pertanto, un tentativo riuscito per accrescere la consapevolezza finanziaria della collettività.